Benigni show: La più bella del mondo

Ecco com'è andata la serata di successo di Benigni su Rai 1

di Monia Ruggieri 18 dicembre 2012 10:25

L’avevamo annunciato. Se ne parlava da diverse settimane e finalmente la data fatidica è arrivata: ieri sera su Rai 1 in prima serata è tornato il comico e attore Roberto Benigni, con un suo personalissimo show sulla Costituzione Italiana. O meglio sui 12 Principi Fondamentali della stessa, letti e commentati dal fiorentino.

Studio molto spoglio, forse costruito così ad hoc per ricordare un’aula parlamentale. D’altronde si parlava di Costituzione. La partenza dello show viene celebrata con un video che mostra la costruzione del set e dello studio, con tanto di operai a lavoro. Insomma una sorta di celebrazione dell’articolo 1, primo comma:

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro».

Ma la tanto nostra amata Carta è  stata al centro della trasmissione soltanto dopo una buona mezz’ora di partenza dedicata a Berlusconi e al suo ritorno in politica:

«Sì è ripresentato. Per la sesta volta. Dice che la settima si riposa»

Ecco un piccolo estratto per chi se lo fosse perso:

Benigni show: La più bella del mondo

Probabilmente è stato questo l’unico momento della serata che ha scatenato alcune critiche, poiché forse, in un momento quasi imbarazzante come quello nostro attuale (almeno in ambito politico),  il silenzio sarebbe stato “l’arma” più adatta in questo caso. Ma andiamo oltre, senza dimenticare il signor Silvio però. Ebbene il caro comico, regista e attore, prima di leggere gli articoli costituzionali, ha ripercorso un gran pezzo di storia Italiana, dal medioevo alla Seconda Guerra Mondiale, ricordando i tre grandi orrori del ‘900: fascismo, nazismo e comunismo di Stalin, ovviamente il tutto condito in chiave berlusconiana.

Benigni è instancabile e commosso, va avanti per iperboli, così come è il suo stile. E parla di politica. Quella vera. Quella reale. Quella che tutti dovremmo apprezzare e che spesso, invece, ignoriamo. Belle le sue parole in merito:

«Vi dico di amare la politica: non c’è scienza più alta e nobile. Se non ti interessa la politica, non ti interessa la vita! Disprezzare la politica è disprezzare se stessi. I politici non sono tutti uguali: quando diciamo così, facciamo un favore ai cattivi, ai disonesti e agli stupidi. Poi c’è il diritto di voto: per esprimere questo desiderio, sono dovute morire migliaia di persone. La cosa più terribile è tirarsi fuori. E’ come scegliere Ponzio Pilato. La Costituzione è come una mamma che ti protegge, è poesia»

Poi finalmente è stata la volta dei 12 articoli.

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