In arrivo il sequel de “Alla ricerca di Nemo”

Nel 2015 arriva il sequel del cartone animato più divertente della storia della Pixar. Ed intanto a settembre il "vecchio" Nemo diventerà 3D

di Monia Ruggieri 3 aprile 2013 10:26

Ricorderete tutti il simpaticissimo pesciolino smemorato de Alla ricerca di Nemo, il cartone animato della Pixar che uscì nelle sale cinematografiche nell’ormai lontano 2004. Ebbene, a breve uscirà il sequel del cartoon. Infatti la Pixar ha annunciato che il sequel del film, che uscirà in sala dal 25 novembre 2015,  di Andrew Stanton si chiamerà Finding Dory.

Certamente, come si può ben intuire dal titolo, la pellicola sarà basata su Dory e sul suo ritrovamento, in quanto la “pesciolina” si è persa nelle acque della California. Ellen DeGeneres, doppiatrice del personaggio smemorato, ha così commentato la novità:

“Aspettavo questo giorno da molto, molto, molto, molto tempo. Ma non me la prendo per questo. So che alla Pixar sono impegnati a creare Toy Story 16. Ma ne è valsa la pena aspettare. Lo script è fantastico. E ha tutto quello che ho amato del primo film: molto cuore, divertimento, e molta più Dory.”

Stanton, il regista della pellicola, ha così risposto:

“Non c’è Dory senza Ellen. Ha conquistato il cuore degli spettatori in tutto il mondo, per non parlare di quel che ha fatto nel nostro team alla Pixar. Continuavamo a pensare a come mai, quel giorno in cui incontrò Marlin, era tutta sola nell’Oceano. In Finding Dory tornerà dai suoi cari, imparando sulla strada per casa alcune cose sul significato di famiglia.” 

Con la speranza che il sequel almeno eguagli il grande risultato della prima pellicola. Infatti “Alla ricerca di Nemo” è stato candidato a ben 4 Premi Oscar (Migliore sceneggiatura originale, Miglior montaggio sonoro, Miglior Colonna Sonora) ed ha vinto l’Oscar come Miglior film d’animazione. Non a caso incassò poi la bellezza di 921,743,261 dollari in tutto il mondo.

In attesa dell’arrivo del 2015, potrete gustarvi il famoso film d’animazione a partire dal 14 settembre, grazie alla moda (neppure tanto condivisibile) di riportare sul grande schermo i film più amati in modalità 3D.

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