Servizio Pubblico, Michele Santoro dà l’addio tra le polemiche?

Il giornalista di La 7 dice che questa sarà l'ultima stagione del programma

di Maris Matteucci 26 settembre 2014 8:15

Servizio Pubblico il prossimo anno non ci sarà: a annunciarlo è lo stesso Michele Santoro, al timone del talk show politico che va in onda su La 7. Con una lettera aperta pubblicata sul sito ufficiale del programma, Michele Santoro ringrazia tutti coloro che lo hanno seguito in questi anni e spiega i motivi che lo hanno portato a voler smettere.

Cari amici, questo non è un tweet. Ma sta per cominciare una stagione televisiva, dalla quale deriveranno le mie scelte future, e ho deciso di rivolgermi direttamente a voi perché senza di voi Servizio Pubblico non sarebbe mai nato. È stata per me un’esperienza esaltante. Per la prima volta nella storia della televisione una produzione indipendente è riuscita a fare a meno delle grandi reti generaliste e ha portato il giovedì de La7 a competere alla pari con le grandi tv. Inoltre oggi posso dire con una certa fierezza che la nostra è un’azienda sana, dove tutti lavorano con contratti dignitosi. Voi sapete che io ho sempre sentito la necessità di battere strade nuove e per questo motivo ho deciso che questa sarà l’ultima stagione di Servizio Pubblico. Ho varato il progetto di Announo, che Giulia Innocenzi ha condotto al successo, e che riprenderà presto il suo cammino, per far comprendere a tutti la mia voglia di novità

Troppi talk show politici in tv, secondo Michele Santoro, che ritiene inopportuno continuare su questa linea:

L’overdose dei cosiddetti talk non mette soltanto a nudo la stanchezza di un genere. Anche con i reality il pubblico aveva subito una vera e propria aggressione, ma quando ha cominciato a stancarsi, sono stati subito sostituiti da altri programmi. Ma mentre i reality costavano, cosa ci può essere di meno costoso e di più facile da realizzare di un talk? Un altro talk. Così assistiamo all’incredibile paradosso di un calo della domanda del pubblico a cui corrisponde un’incredibile moltiplicazione dell’offerta

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