“Educazione siberiana”, il nuovo film di Gabriele Salvatores

Salvadores presenta la sua ultima fatica cinematografica in vista degli Oscar e dell'uscita nei cinema italiani

di Monia Ruggieri 23 febbraio 2013 14:57

“Un progetto inusuale per l’Italia, è il film che preferisco di più tra quelli che ho fatto, perché sono uscito dal guscio di sicurezza. Dobbiamo provare a pensare l’Europa in modo culturale, non solo per la Merkel e lo spread”.

Il regista Gabriele Salvatores ha così presentato la sua nuova fatica cinematografica, Educazione siberianail film  tratto dal bestseller di Nicolai Lilin, prodotto da Cattleya e Rai Cinema. La pellicola sarà presente nelle nostre sale cinematografiche a partire dal 28 febbraio con 01 Distribution in 350 copie.

Il film è ambientato tra 1985 e 1995 e segue le vicende di Kolima, interpretata da Arnas Fedaravicius, e Gagarin, interpretato da Vilius Tumalavicius. Sono due giovani amici che si troveranno a  prendere strade diverse dopo l’avvento della globalizzazione e la caduta del Muro di Berlino.

“L’Oscar è un premio dell’industria Usa, non è quello a cui mirare. I fatti realmente accaduti hanno poca rilevanza con quel che c’è nel film: non mi importava un approccio storico-realistico, ma le storie umane. E il film è la revisione di una revisione letteraria: una storia universale, oggi potrebbe accadere in Medio Oriente”.

Ha detto il regista, che ha poi aggiunto:

“A differenza de La migliore offerta di Tornatore, puntavamo al concorso, e ci sarei andato volentieri. Ma non è essenziale andare in competizione, ricordiamoci di Cesare deve morire, il cui Orso d’Oro purtroppo non ha avuto impatto in Italia e nel mondo”.

Sandro Petraglia e Stefano Rulli, i due autori del film, così lo commentano:

“Difficile individuare una linea narrativa, noi abbiamo dato più spazio al personaggio di Gagarin per intercettare qualcosa di più universale: la crisi di senso dopo la fine delle ideologie. Kolima è attaccato a radici e tradizioni, Gagarin rompe, ha una modernità laica basata sulla ricerca del denaro: il loro è un conflitto tragico, nella parzialità non c’è soluzione”. 

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