“L’attuale situazione d’incertezza economica, costringe noi come le tante realtà culturali esistenti a prenderci da soli la responsabilità sul mantenimento o meno delle attività programmate. Nel farlo dobbiamo però mettere in conto l’incertezza dei contributi promessi, i ritardi nei pagamenti degli enti pubblici, i debiti contratti con i fornitori e il lavoro fornito gratuitamente dai soci lavoratori. Una situazione assolutamente non più sostenibile dal punto di vista economico, etico e morale.”
“non ci sia qualche risposta a questo nostro grido di allarme. […] Riteniamo che soltanto ascoltando e dialogando con la gente che ogni giorno fa questo mestiere, si possa mettere mano ad una nuova legislazione per un futuro oltre la crisi.”