Esce al cinema “Tutto tutto niente niente”, il nuovo film di Albanese

Antonio Albanese torna giovedì 13 con il suo ultimo, divertentissimo film.

di Elisa Bonaventura 10 dicembre 2012 19:57

E’ questa la settimana di Antonio Albanese.

In un Paese tormentato da una crisi inevitabile, mentre la classe politica sembra ogni giorno di più perdere credibilità, incapace di assumere il comando di una situazione difficile, tra dimissioni, campagne elettorali e loschi giochi di potere, Antonio Albanese torna al cinema con il suo nuovo film intitolato “Tutto tutto niente niente”, offrendoci uno spaccato grottesco, comico e tremendamente attuale della situazione politica italiana.

Il regista del film è, ancora una volta dopo “Qualunquemente”, Giulio Manfredonia, che con Albanese ha riunito un cast ben affiatato: Fabrizio Bentivoglio, Lorenza Indovina, Lunetta Savino e Paolo Villaggio.

Il comico protagonista si fa in tre, raccogliendo l’ardua sfida di interpretare tre diversi personaggi: ”Ho lavorato molto sulla mia fisicità raccontando tre personaggi diversi e tre temi diversi” afferma Albanese, che ha cercato di rappresentare le diverse sfaccettature della classe politica italiana, che si incarna in personaggi diversi tra loro, ma accomunati dall’unico ideale del perseguimento del proprio interesse, senza minimamente lavorare per quello del Paese.

“Abbiamo raccontato quello che ci circonda liberamente, e ci siamo divertiti a rappresentare una realtà con i ritmi che volevamo” ha continuato Albanese  “la gente non sa più come reagire, in giro ci sono certe persone con sguardi ormai persi”.

Ed è in questo modo che possiamo sorridere attraverso le vicende dell’ormai famoso Cetto La Qualunque, alle prese con una profonda crisi politico-sessuale, di Frengo, ambizioso fumatore di hashish che vuole riformare la Chiesa Cattolica e di Olfo, politico secessionista e razzista.

Albanese arriva a definire il film una vera e propria ”storia d’amore perché  io amo questo paese, è una dichiarazione d’amore per l’Italia”, nonostante le sue infinite contraddizioni e le sue storture. “Tutto tutto niente niente”, ribadisce il comico,  “non è un film politico”, ma ciò su cui gli sceneggiatori si sono concentrati è quella che viene definita “satira sociale”.

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