Festival del Cinema: Dalla è la colonna sonora di Pinocchio

Il film d'animazione di Enzo D'Alò apre le Giornate degli Autori tra commozioni e ricordi.

di Elisa Bonaventura 31 agosto 2012 19:10

Lucio Dalla ci ha oggi donato un regalo prezioso e, soprattutto, inaspettato, considerando che sono passati già sei mesi dalla sua improvvisa morte.

E questa emozionante sorpresa non arriva da una manifestazione dedicata alla musica, bensì al cinema.

Sono risuonate infatti, alla sessantanovesima Mostra del Cinema di Venezia, le ultime canzoni create dal grande cantautore bolognese, che ha curato la colonna sonora del “Pinocchio” di Enzo D’Alò, capolavoro di animazione che ha aperto, oggi, le Giornate degli Autori.

“Pinocchio” è nient’altro che una rivisitazione del libro per bambini, amatissimo in Italia e all’estero, di Carlo Collodi, nato dalle mani e dal genio di uno dei maggiori talenti a livello europeo a livello d’animazione, Enzo D’Alò, che aveva già curato la creazione di “La gabbianella e il gatto”, altro indiscusso successo.

Certamente, il compito di D’Alò non è stato semplice. Egli ha dovuto trovare il modo e le capacità di raccontare e, per certi versi, reinventare una storia, quale quella del famoso burattino, già ben nota al pubblico, cercando di distaccarsi al noto modello della Disney ed evitando di cadere nel tranello della banalizzazione e distorsione del messaggio di Collodi, così come successe con la versione di Roberto Benigni.

Il risultato sembra aver lasciato a bocca aperta: il film, che sarà nelle sale italiane il prossimo inverno, propone una sceneggiatura frizzante ed elegante, mettendo in scena un Pinocchio gioioso e con tanta voglia di vivere e di crescere.

Centrale è, naturalmente, il complesso rapporto padre-figlio: Pinocchio è infatti l’emblema del piccolo adulto che vuole emanciparsi dalla protezione paterna, rivendicando per sé il diritto di operare delle scelte, di decidere il cammino da seguire, anche a costo di commettere degli sbagli. La storia del burattino, infatti, è la storia della caduta nell’errore e nella miseria del burattino e del suo riscatto, del suo diventare finalmente grande.

Inutile dire che la commozione è aumentata nel sentire, per l’ultima volta, un nuovo lavoro di Lucio Dalla.

“A Pinocchio ci teneva tantissimo, si era divertito veramente, voleva fare una canzone popolare, orecchiabile, ci ha lavorato tanto, senza sosta”, ha detto Enzo D’Alò.

E il risultato di tale frenetico lavoro è stato davvero superbo: grazie, Lucio!

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