Gianluca Grignani si scusa con i suoi figli

Il cantante Gianluca Grignani si scusa con i suoi figli e racconta dei suoi problemi con l'ansia e di come viva il circo mediatico.

di Elide Messineo 14 maggio 2016 8:59

Lo scorso 5 maggio Gianluca Grignani è finito in ospedale e i media parlavano dell’ennesima sbronza, l’ufficio stampa di attacchi di panico, un problema che perseguita il cantante ormai da tempo.

Gianluca Grignani è stato intervistato da Vanity Fair proprio il giorno prima che succedesse il caos per la presentazione del suo nuovo album, Una strada in mezzo al cielo, che dà anche il titolo a una canzone molto significativa, scritta in un periodo difficile dopo che fu arrestato per aver opposto resistenza a due carabinieri:

Lo ricordo come un incubo. Dopo l’arresto, era sfinita dal circo mediatico. Ha preso i nostri figli e se n’è andata, lasciandomi solo. È durata un niente, ma un niente interminabile. E proprio in quei momenti di dolore ho scritto l’inedito che dà il titolo a questo mio ritorno.

Di momenti difficili ce ne sono stati tanti e si è detto un po’ di tutto, perfino che Gianluca Grignani picchiasse Francesca, madre dei suoi quattro figli (Ginevra, 11 anni, Giosuè Joshua, 7, Giselle, 6, e Giona, 3):

Dissero di tutto: che il 112 l’aveva chiamato Francesca perché ero drogato e l’avevo menata, quando menerei piuttosto chi ha messo in giro queste stronzate. Io Francesca l’ho solo e sempre amata, da quando vent’anni fa l’ho incrociata sul set della Fabbrica di plastica, e tanto è bastato a fermare il tempo nel tempo, a farmi fidare di lei incondizionatamente. Oggi posso dirlo: mi è andata bene.

L’ansia non va mai via, spiega il cantante, che ha provato a risolvere il problema malamente, a volte bevendo troppo e a volte con i farmaci. Di sicuro non intende piegarsi e ha bisogno di chiedere scusa ai suoi figli, soprattutto ricordando il suo passato con una madre assente e un padre che gli ha creato solo problemi:

Per non essere oggi il padre che probabilmente i loro compagni di scuola trovano fuori dal cancello. Comprenderanno però un domani che quello che gli sto insegnando io non tutti i papà possono insegnarlo, e forse allora il gioco sarà valso la candela. Soprattutto, vorrei dire loro che non devono preoccuparsi. Se ci sarà da chiedere un’altra volta perdono, lo farò. Ma, se avranno bisogno, potranno contare sulla parte migliore di me.

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