Beppe Fiorello in “Volare”, la fiction Rai dell’anno

La nuova fiction Rai andrà in onda il 18 e il 19 febbraio, subito dopo la kermesse musicale sanremese

di Monia Ruggieri 9 febbraio 2013 13:45

Sarà Beppe Fiorello ad interpretare il grandissimo Domenico Modugno nella nuova fiction Rai “Volare”, caratterizzata per essere la fiction dell’anno almeno nel panorama della tv pubblica. Da anni si pensava all’idea di fare una fiction su Modugno ed ora finalmente il tempo giusto è arrivato! Andrà in onda il 18 e il 19 febbraio, subito dopo il Festival di Sanremo, e la storia racconterà le vicende di Domenico Modugno (interpretato appunto dall’attore Beppe Fiorello), ovvero la storia di un ragazzo del sud che arriva a Roma sperando di fare fortuna come attore, ma che finirà per diventare il cantante più famoso del mondo.

Rischio di apparire posseduto dallo spirito di Modugno. Ho passato momenti di sconforto prima di girare. Avevo paura. Ho sofferto perfino. Chi mi ha preso per i capelli e incoraggiato, ripetendomi che solo io avrei potuto farlo, è stato Milani. Lui e mia moglie si meritano un monumento. Dovevo cantare come lui, ma senza imitarlo. Ho avuto bisogno di un preparatore atletico con la chitarra, ma nella mia voce mancava sempre la “punta”. E quanto l’ho cercata ‘sta punta! Poi ho voluto un chitarrista di flamenco perché Modugno con la chitarra era un virtuoso, faceva qualunque cosa, la pizzicava, la tamburellava, la scuoteva. Ho sentito tutte le sue canzoni e alla fine ho capito che potevo solo farle col cuore, e buttarmi.

Ha detto l’attore. Il quale in un primo momento non era convinto di voler girare questa fiction. Poi ha capito che doveva farlo, anche perché Modugno lo fa pensare al padre:

Modugno mi fa pensare a mio padre. Era una guardia di finanza che lavorava alla radio dell’arma per dar la caccia a delinquenti e contrabbandieri. Tra un avviso e un altro, però, cantava e raccontava storielle. Ricordo benissimo quando canta Amara terra mia di Modugno. Modugno cantava cose vere, era un grande uomo. Da ragazzino la prima canzone che ho amato è stata La lontananza, ma adesso le conosco e le amo tutte. La sveglietta che fa tic-tac, tic-tac mi ha fatto penare, ma quando l’ho cantata davanti a suo figlio Massimo, mi sono sentito dire che lui non era mai riuscito a cantarla così bene. 

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