Castellitto e la Cruz parlano di “Venuto al mondo”

Il film nato dalle pagine di un romanzo della Mazzantini

di Monia Ruggieri 10 Novembre 2012 12:35

Sullo sfondo della guerra in Bosnia, viene raccontata la storia d’amore di Gemma e Diego, divisi da un figlio che purtroppo non arriva. E’ questa in sostanza la storia raccontata dalla pellicola “Venuto al mondo”, ispirato dal romanzo della Mazzantini, tra l’altro moglie di Castellitto, attore principale. Dopo ben 8 anni da Non ti muovere, Castellitto torna a vestire i panni del protagonista di una storia nata dall’immaginazione della moglie, Margaret Mazzantini. Il cast è d’eccezione: oltre a Castellitto, anche la bellissima Penelope Cruz vestirà i panni della protagonista.

La loro è stata un’esperienza davvero emozionante, così come lo stesso Castellitto ha voluto sottolineare durante la conferenza stampa:

“Venuto al mondo è stata un’avventura umana in cui ognuno di noi ha messo qualche particella del proprio vissuto, delle proprie esperienze. Ho vissuto da vicino il romanzo di mia moglie, l’ho accompagnata a Sarajevo quando il libro non era che un abbozzo di una storia d’amore. All’epoca Margaret era incinta di Pietro e guardava al futuro. Dall’altra parte c’era Gad Lerner che ci diceva: ‘qui a Sarajevo non c’è futuro’. Ho visto Sarajevo e l’ho trovata una città fuori sinc, dove vittime e carnefici camminavano fianco a fianco. Con quello spettacolo in mente, quando ho iniziato a pensare a questo film, ho voluto raccontare esattamente l’opposto, e cioè l’amore”.

Il romanzo era troppo lungo, per questo Castellitto ha per forza dovuto rimuovere qualcosa dalla storia. I tagli però sono stati ben accetti dalla scrittrice – moglie:

“In genere gli scrittori non sono mai contenti delle riduzioni, ma Sergio è il mio primo lettore. Siccome quando scrivo è come se navigassi nell’ignoto, ho bisogno che lui mi dica cosa ho fatto, cosa ho scritto. Lui ha lavorato con grande passione e determinazione alla sceneggiatura. Abbiamo mantenuto l’ossatura del romanzo. Devo ammettere, che, rispetto a Non ti muovere, sono stata molto più coinvolta nella preparazione e lavorazione del film. C’era una guerra da ricostruire, io sono una persona molto attenta ai dettagli, e ho aiutato con i costumi”. 

Commenti