Christoph Waltz, dal Commissario Rex al red carpet di Hollywood

L'attore viennese può essere considerato la nuova "musa" di Quentin Tarantino.

di Elisa Bonaventura 28 febbraio 2013 12:19

Christoph Waltz è l’emblema della parabola ascendente che può compiere un grande attore.

Viennese e figlio d’arte, Waltz, dopo aver recitato in televisione in alcune puntate de “Il commissario Rex”, è diventato la nuova “musa” di Tarantino, che ha saputo sfruttare le sue grandi doti attoriali facendolo arrivare all’apice della carriera, rendendolo una vera e propria star. Ed è così che Waltz si è aggiudicato l’Oscar come miglior attore non protagonista per la sua eccellente interpretazione del dottor Schultz in “Django Unchained”.

Emblematico è il discorso che l’attore 56enne tiene al Dolby Theatre dopo aver ricevuto la statuetta d’oro: “Abbiamo partecipato al viaggio di un eroe, e quell’eroe sei tu, Quentin. Che hai scalato la montagna perché non ne avevi paura. Hai sconfitto il drago perché non lo temevi. E hai camminato sul fuoco perché ne valeva la pena. A te, e solo a te, devo il mio grazie.” Commozione, devozione e amicizia: sono questi i sentimenti che animano il discorso di Waltz, incentrato tutto sulla riconoscenza che egli nutre nei confronti di quel regista che l’ha reso celebre. Anzi, l’attore utilizza proprio le parole di quella sceneggiatura che Tarantino scrisse chiedendo espressamente la presenza e il contribuito di Waltz, che gli fece inserire la vicenda di Broomhilda von Schaft, bellissima schiava nera che parla tedesco, interpretata dalla meravigliosa Kerry Washington. Ed è proprio per questa sceneggiatura che Tarantino, poche ore dopo Waltz, riceve anche lui il suo Oscar, il secondo della sua carriera, dopo averlo ricevuto per la sceneggiatura di “Pulp fiction”.

La fortunata collaborazione tra Waltz e Tarantino iniziò nel 2010, anno in cui uscì il film “Bastardi senza gloria”, ambientato nella Germania nazista. In questo caso, l’attore viennese interpreta la parte del colonnello delle SS Hans Landa, spietato cacciatore di ebrei. Per quella performance, tenuta in quattro lingue (tedesco, francese, italiano e inglese), Waltz vinse il premio come miglior attore al festival di Cannes, il Golden Globe e l’Oscar come miglior attore non protagonista.

Da parte nostra, possiamo solo sperare che questa fortunata collaborazione dia ancora buoni frutti.

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