Elena Santarelli racconta a Verissimo il tumore che ha colpito il figlio di 9 anni Giacomo

Silvia Toffanin incontra sabato 26 maggio 2018 su Canlae 5 per il nuovo appuntamento con Verissimo la showgirl Elena Santarelli, il cui figlio di 9 anni Giacomo combatte contro un tumore da sei mesi

di Antonio Ruggiero 26 maggio 2018 8:30

Elena Santarelli è a Verissimo su Canale 5 nella nuova puntata condotta da Silvia Toffanin per parlare apertamente del tumore del figlio Giacomo che affronta da sei mesi insieme al marito ex calciatore Bernardo Corradi.

Quando il tumore colpisce un figlio di 9 anni

Il 30 novembre 2017 ci hanno dato la diagnosi, all’inizio eravamo increduli. È la prova più difficile della mia vita.

Non mi sono mai chiesta perché questa cosa sia successa proprio a me, l’ho accettata e ho fatto entrare il dolore dentro una parte di me.

Sto soffrendo ma mi rimbocco le maniche, faccio quello che devo fare e vado avanti.

Siamo una famiglia normale con un problema da risolvere.

La Santarelli dichiara commossa:

Ormai in casa siamo in sei: io, Bernardo, Giacomo, Greta, il cagnolino Neve e il tumore. Che c’è e lo affrontiamo. È una battaglia che si può assolutamente vincere, ne sono convinta.

Le cure di Giacomo non sono ancora terminate ma siamo tutti superpositivi perché stanno andando nel verso in cui dovrebbero andare.

Molti definirebbero questa condizione una disgrazia, per me invece non lo è: è un’opportunità di fare questo passaggio della vita, a cui evidentemente eravamo destinati, e magari trarne anche dei benefici.

In famiglia, Elena non ha evitato di affrontare il discorso con lo stesso figlio Giacomo, a cui è stato spiegato chiaramente di cosa si tratti:

La psicologa mi ha detto di cercare di essere positiva, perché se il bambino vede la mamma allegra lo sarà anche lui.

Il linguaggio usato con Giacomo è un linguaggio chiaro: il problema si chiama tumore.

Ci hanno consigliato di non nascondere la verità e di non lasciare irrisolte le sue domande.

Non ho mai trattato mio figlio come un malato e mi piace dirlo alle mamme che ci guardano da casa e che magari stanno vivendo una situazione simile alla nostra.

Il racconto della malattia è stato graduale: siamo partiti da una versione più leggera per arrivare poi a  una più dettagliata sempre con un linguaggio adeguato a un bambino di quasi 9 anni.

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