Il mito di Bob Marley sul grande schermo

Il film documentario sulla vita di Bob Marley

di Monia Ruggieri 26 giugno 2012 15:22

Chi non ricorda i lunghi rasta neri e quella bellezza giamaicana di Robert Nesta Marley, detto Bob, e le sue canzoni (che spesso denunciano l’emarginazione dei poveri e la superbia del potere) reggae, che ancora oggi, dopo 31 anni dalla sua morte, allietano le nostre serate, soprattutto quelle estive.

Da oggi, 26 giugno 2012, arriva nei cinema il film – documentario sulla vita di Bob Marley, un’artista completo ed apprezzato in tutto il mondo. Dall’America all’Africa, passando per l’Europa, il mito di Bob continua a vivere e a diffondersi grazie all’amore e all’attenzione dei milioni di fan che ancora oggi lo lodano e l’apprezzano per la sua musicalità, e non solo. E’ proprio su questo che il regista Kevin Macdonald, l’unico autorizzato dalla famiglia Marley, ha voluto incentrare la sua pellicola cinematografica. Infatti se i più conoscono ed apprrezzano Marley proprio per il suo lato artistico, è il suo lato umano che Macdonald vuole sottolineare. Musicista, icona del genere reggae, calciatore (mancato) e filosofo: Bob Marley è stato questo e molto altro.

Intitolato soltanto Marley, il documentario gode delle testimonianze dirette di amici e familiari dell’artista giamaicano, con i quali  Macdonald ha trascorso molto tempo. Tra tutti anche il figlio maggiore, Ziggy, ha lasciato il suo contributo, asserendo: «Ecco perché questo documentario è diverso dagli altri. Qui non si glorifica la leggenda del cantante, si esplora anche il lato emotivo di mio padre. Tutte le persone intervistate lo conoscevano personalmente e intimamente».

Anche il regista si è lasciato andare esprimendo tutto il suo rispetto per il cantante: «Non era un ipocrita come molte altre star che fingono di venire dalla strada e di capire il mondo quando in realtà vivono in una villa di Bel Air. Lui è sempre rimasto legato alle sue origini, conservando umiltà e modestia. Non ha mai lasciato la gente del ghetto ed è a loro che regalava molti dei suoi soldi».

Il film documentario supera abbondantemente le due ore di durata. Assolutamente da vedere.

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