Processo Selvaggia Lucarelli: Adesso conosco la macchina del fango

Selvaggia Lucarelli risponde ancora una volta in merito al processo in cui è coinvolta per aver violato gli account privati di alcuni vip.

di Elide Messineo 31 maggio 2015 10:17
Selvaggia-Lucarelli

In questi giorni è esploso un vero e proprio caso mediatico quando è stato reso noto che Selvaggia Lucarelli insieme a Gianluca Neri e Guia Soncini finiranno a processo per aver violato gli account di alcuni vip per ottenere informazioni. Non sarebbe la prima volta che accade, ma a finire al centro dell’attenzione più di tutti è stata proprio la Lucarelli, che ha risposto alle accuse cercando di fare chiarezza sull’accaduto.

In breve, secondo il portale Giustiziami, Neri, la Soncini e la Lucarelli rubavano le informazioni violando gli account di alcuni personaggi famosi. Tra questi c’è Elisabetta Canalis, che aveva già sporto denuncia per la violazione del suo account. Lei è coinvolta nel caso perché 191 foto di una festa che si era tenuta a villa Oleandra ai tempi in cui stava con George Clooney sono state proposte al settimanale Chi per 120mila euro. Tra gli altri personaggi coinvolti ci sono anche Federica Fontana, Sandra Bullock, Scarlett Johansson e Mara Venier. Sul portale si legge:

In seguito Lucarelli, Neri e Soncini, sempre stando alle accuse, “fraudolentemente intercettavano comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico e ne rivelavano in parte il contenuto. In particolare, avendo fraudolentemente ottenuto gli accessi a vari account di posta elettronica, ne monitoravano la posta in entrata utilizzando un apposito account di posta elettronica come collettore unico di tutta la corrispondenza intercettata”.

Selvaggia Lucarelli è già intervenuta una volta parlando di “titoli fantascientifici” e lo ha fatto nuovamente con una lettera a Dagospia in cui chiarisce la sua posizione dopo aver visto che la notizia ha fatto ricadere l’attenzione soprattutto su di lei.

La macchina del fango e’ qualcosa di cui avevo sentito parlare, ma ne sottovalutavo senso e potenzialità. Sono, nel procedimento di cui parlano tutti i siti e giornali, l’indagata meno coinvolta e di cui c’è meno materiale negli atti (una manciata di sms in 600 pagine forse, nessuna mail di parti lese entrata in mio possesso, nessun abuso informatico nonostante intercettazioni lunghe e sequestri di qualsiasi dispositivo.

Dopo una lunga spiegazione in cui ribadisce di essere la persona meno coinvolta nei fatti, di non aver fatto alcuna violazione, conclude così:

Una che mette in piedi un’attività di hackeraggio spia due soubrette, non politici, giornalisti, imprenditori? Sarei davvero un hacker molto, molto sfigato, tra l’altro. Se davvero avessi avuto voglia e capacità, avrei fatto di meglio, credo. Odiatemi pure, ma non sottovalutatemi.

Nel frattempo su IlGiornale compaiono articoli su articoli che riguardano questo processo, in cui vengono svelati anche alcuni degli sms che i tre protagonisti si sono scambiati in merito alle informazioni di cui entravano in possesso:

È una voracità quasi patologica di infilarsi nei fatti altrui, quella che emerge dal fascicolo di inchiesta del pm Grazia Colacicco, alla base del processo che si aprirà il 19 giugno a carico dei tre imputati. A volte è difficile cogliere persino il movente che anima i tre protagonisti. La Soncini, firma di Repubblica , dei tre, è quella che appare più mossa dalla curiosità giornalistica, dalla caccia di segreti da trasferire nel suo blog. Mentre Neri e la Lucarelli, da un certo momento in avanti, puntano diritti ai soldi.

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